QUALI SEGNALI CI PERMETTONO DI RICONOSCERE IL DISTRESS?
Capita spesso di dire “sono stressato” ma non tutti i segnali legati allo stress sono facili da individuare e questo a volte può portare a sottovalutare il problema.
Quando una situazione che percepiamo come stressante si protrae nel tempo le nostre risorse per farvi fronte possono iniziare a diminuire e in questo caso possiamo entrare nella fase di esaurimento.
Possiamo distinguere 4 tipi di indicatori differenti: fisici, ovvero sintomi che percepiamo nel corpo; comportamentali ovvero cambiamenti di abitudini e di atteggiamenti; emotivi, ovvero variazioni sul piano dell’esperienza emotiva; infine cognitivi, ovvero cambiamenti sul piano del pensiero, della memoria, dell’attenzione o della concentrazione.
INDICATORI FISICI
Gli indicatori fisici sono solitamente quelli che riconosciamo più facilmente perché “si fanno sentire”, anche se non sempre comunque li ascoltiamo. Questi comprendono sintomi a carico di diversi sistemi e apparati:
- Muscolo-scheletrico: tensioni muscolari in diversi distretti che possono poi portare a dolori muscolari quali: mal di testa e mal di schiena.
- Cutaneo: iperidrosi (tipicamente nelle mani), e diverse manifestazioni cutanee come dermatiti o psoriasi.
- Cardio circolatorio: ipertensione, extrasistole.
- Vestibolare: capogiri, sensazione di svenimento, nausea e vomito.
- Digerente: gastrite, infiammazioni intestinali, diarrea.
INDICATORI COMPORTAMENTALI
Gli indicatori comportamentali sono anch’essi abbastanza facili da individuare perché se ci fermiamo un attimo a riflettere siamo in grado solitamente di notare se stiamo cambiando abitudini o comportamenti. Questi comprendono comportamenti sintomatici come: digrignare i denti, serrare la mascella, tic. E cambiamenti di abitudini e atteggiamenti che riguardano principalmente due aree, quella della cura di sé e quella delle relazioni sociali.
Per quanto riguarda la cura di sé possiamo notare variazioni come: maggiore o minore alimentazione, alimentazione irregolare e meno equilibrata, assunzione maggiore di alcolici, assunzione maggiore di farmaci (che sono volti a trattare i sintomi fisici di cui sopra), diminuzione delle attività di svago come l’attività fisica o gli hobby e in generale un minore investimento di risorse per tutti quegli aspetti che concorrono al mantenimento di un buon stato di salute.
Per quanto concerne invece l’area delle relazioni interpersonali possiamo notare: diminuzione delle interazioni sociali e ritiro, oppure tendenza ad avere atteggiamenti critici, aggressivi e/o svalutanti verso gli altri.
INDICATORI EMOTIVI
Gli indicatori emotivi sono molto più difficili da riconoscere perché siamo mediamente poco abituati a osservare il nostro mondo interno e i nostri vissuti emotivi. Questi comprendono cambiamenti dell’esperienza emotiva che possono consistere in variazioni del tono dell’umore (maggiormente deflesso o addirittura depresso) oppure nella presenza di forti emozioni difficili da gestire e da contenere quali: rabbia, nervosismo, ansia, tristezza, senso di impotenza, senso di colpa, paura, vergogna, ecc.
INDICATORI COGNITIVI
Gli indicatori cognitivi sono più facili da riconoscere perché tipicamente hanno delle ricadute sulla prestazione e quindi notiamo la fatica che facciamo nello svolgere compiti che quotidianamente riuscivamo a svolgere in meno tempo o meglio. Questi riguardano le funzioni cognitive primarie ovvero: attenzione, memoria e pensiero. Quindi possiamo notare: difficoltà a pensare in maniera chiara, problemi nella presa di decisione, tendenza alla distrazione, pensieri rimuginativi (ovvero pensieri ricorsivi che si arrovellano su uno stesso elemento), difficoltà nel memorizzare informazioni nuove o “sbadataggine”.
Tutti questi indicatori a cui abbiamo fatto accenno possono diventare fonte di fatica, disagio, se non evidenti disturbi. Nel caso degli indicatori comportamentali, emotivi e cognitivi possiamo trovarci di fronte a condizioni di franca psicopatologia: possiamo incorrere in disturbi dell’umore come il disturbo depressivo; oppure disturbi psicosomatici, ovvero disturbi in cui sintomi fisici, che sembrano a tutti gli effetti di natura organica, derivando in realtà da cause psichiche; oppure disturbi d’ansia come il disturbo da attacchi di panico.